L'oriente che non c'era
Nome italiano, marchio made in Italy, ma qualità non proprio consona alle aspettative dei clienti desiderosi di arredare casa con mobili prodotti nel Belpaese. In Cina è scoppiato lo scandalo Da Vinci, il colosso dell'arredamento che produceva in Cina, esportava in Italia e reimportava oltre la Muraglia spacciando il mobilio come esempio dell'italica attitudine alla bellezza e all'accuratezza.
A svelare la presunta truffa, cui oggi il Sole 24 ore dedica un intera pagina, è stata la televisione Cntv con un reportage andato in onda domenica. Al legno massello si sostituiva il compensato, pitturato con vernici puzzolenti e spesso di dimensioni diverse da quelle sulle brochure.
Resta una consolazione la truffa dimostra come all'estero il made in Italy goda di molto valore, tanto che più che i prodotti a essere copiato è il marchio stesso
L'alfabeto del visto per la Cina: tutte le cose che non vi dicono (prima parte)
Prostituzione in Cina: c’è una escort targata Pechino parcheggiata a Wangfujing
Come visualizzare i caratteri cinesi sul proprio computer
Censura in Cina: un déjà vu? (prima parte)
Revisione della legge sul divieto d'ingresso in Cina per gli stranieri malati di A…
alle 13:30
Piana C.
Come imprenditore italiano chiaramente questa notizia mi interessa ma non mi stupisce. Il vero “made in Italy” specialmente nel settore del lusso è ben altro e i clienti più esigenti vogliono giustamente toccare con mano la qualità! Una curiosità: per il reato di contraffazione sai cosa dovrà fare questa ditta cinese (sanzione, sequestro attività, condanna penale)?