L'oriente che non c'era

Il Dalai Lama rinuncerà al suo ruolo politico di guida del popolo tibetano. La notizia non è del tutto inaspettata. Già a novembre, in un'intervista a una televisione indiana, il settantacinquenne Tenzin Gyatso aveva espresso la volontà di ritirarsi entro sei mesi e lasciare il suo posto a un leader eletto dal popolo. L'annuncio pubblicato sul suo sito internet ha il sapore dell'ufficialità. Lunedì il Parlamento tibetano in esilio a Dharamsala dovrà ratificare la decisione. Una scelta non scontata. Secondo l'attuale primo ministro tibetano, Samdhong Rinpoche, il ritiro del Dalai Lama pone seri problemi di legittimazione del governo e influisce su ogni discussione riguardante la causa tibetana.
La decisione -ha spiegato lo stesso Dalai Lama- è il compimento di un percorso iniziato decenni fa. "Fin dagli anni Sessanta ho sottolineato che i tibetani hanno bisogno di un leader, eletto liberamente dal popolo, a cui io possa affidare il potere", ha detto Tenzin Gyatso nel suo annuale discorso per ricordare la sollevazione tibetana del 1959 contro il regime cinese.
Un processo lungo e difficile, per citare il premier tibetano, che potrebbe iniziare già a marzo, quando Lobsang Sangey Tenzin Namgyal Tethong e Tashi Wangdi si sfideranno nelle elezioni per decidere il successore del settantunenne Rinpoche. "Penso che i tibetani comprendano la decisione di Sua Santità", ha detto la blogger e poetessa tibetana Tsering Woeser, "Lui è ancora la nostra guida spirituale, oggi come in futuro e in un'altra vita, tutto il resto non ha importanza". Venuto meno il carisma e il ruolo unitario del Dalai Lama, potrebbero emergere le differenze di veduta all'interno della comunità tibetana in esilio.
Da una parte c'è la maggioranza ancora fedele alla "politica di mezzo", adottata dal governo tibetano nelle trattative con il governo cinese. La strategia è quella delineata dallo stesso Dalai Lama. Semplificata si tratta della nascita di un Tibet con una forte autonomia all'interno della Cina. Una politica che nel corso degli anni ha mostrato i propri limiti anche a causa dell'ostruzionismo cinese, tanto che alcuni esponenti dell'esecutivo ne hanno chiesto se non l'abbandono almeno una revisione. Dall'altra parte si fanno strada anche movimenti apertamente indipendentisti.
A lungo il giovane Karmapa Lama, terza autorità in ordine gerarchico del lamaismo tibetano, è stato indicato come il più probabile successore di Tenzin Gyatso nel ruolo di guida politica. L'autorità del monaco ventiseienne, riparato in India anni fa per non essere cooptato dalla dirigenza comunista, è riconosciuta sia da Pachino sia dalla comunità tibetana in esilio. Il giovane lama è stato però coinvolto in un'indagine della polizia indiana per riciclaggio di denaro. A gennaio gli agenti sequestrarono nel suo monastero valuta indiana e straniera non dichiarata pari a 560mila euro. Ma se il caso in sé ha soltanto sfiorato il lama, più grave è il sospetto di parte dei servizi segreti indiani e della destra nazionalista che il Karmapa sia una spia di Pechino.
Il Dalai Lama continuerà a essere la guida spirituale dei tibetani. Ma la sua futura reincarnazione è già al centro dell'attenzione di Pechino che negli ultimi mesi ha varato nuove norme secondo cui il bambino in cui trasmigrerà l'anima dell'Oceano di Saggezza dovrà essere per legge riconosciuto all'interno del territorio cinese attraverso organi controllati dal Partito comunista. Potrebbe così aprirsi una nuova controversia tra Dharamsala e Pechino, come già successo nel 1995 per il riconoscimento del Panchen Lama, seconda autorità tibetana. L'attuale Panchen, Gyaltsen Norbu, non è il bambino riconosciuto dagli emissari del Dalai Lama. Ma fu scelto dai cinesi dopo il rapimento del piccolo Gedhun Choekyi Nyima, considerato dalla comunità in esilio la vera undicesima reincarnazione del Buddha Amithaba. Meglio allora un leader politico scelto dai tibetani stessi.
Foto: Dani Tic
Scusa ma non vedo l'indirizzo :)
Caro Andrea, sto cercando un indirizzo mail per scriverti ma non lo trovo da nessuna parte, potresti contattarmi tu all'indirizzo mail che trovi inserito in questo messaggio? Ti ringrazio. c
Grazie della segnalazione :)
http://www.youtube.com/watch?v=_lga1EUVpEw&feature=player_embedded
forse vi interessa, ad aprile in dvd esce questo documentario che racconta dell'incontro tra il Dalai Lama e 40 intellettuali occidentali che vogliono cambiare il mondo...
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alle 14:06
c
credevo potessi vederlo nel caso in cui gestissi tu il blog. contattami tu allora su macroticonzero at gmail punto com, grazie