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Revisione della legge sul divieto d'ingresso in Cina per gli stranieri malati di AIDS

Fabio De Angelis avatar Venerdì 11 Dicembre 2009, 09:00 in Reportages di Fabio De Angelis
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Sul modulo per la richiesta del visto da presentare in Ambasciata , alla sezione Informazioni Sulle Condizioni Fisiche bisogna specificare se si è affetti da AIDS o HIV; in caso affermativo, non è possibile ottenere il permesso per entrare in Cina.

Come ho già spiegato, nella procedura per il rinnovo del visto , uno dei passaggio basilari riguarda le analisi del sangue, fondamentali per stabilire se lo straniero che intende prolungare il suo soggiorno in Cina è affetto dal virus dell'AIDS/HIV. In caso affermativo, il visto non potrà essere esteso e lo straniero dovrà lasciare il Paese.

Le autorità cinesi sembra stiano lavorando per abolire questa politica restrittiva e discriminante, anche se una recente inchiesta dell' UNAIDS dimostra che più del 35% dei funzionari governativi cinesi discriminano i malati di AIDS. Già l'anno scorso, per le Olimpiadi barbariche, sono state apportate delle modifiche a tale regola: è stato concesso l'ingresso agli stranieri affetti dal virus ma solo per la durata dei Giochi Olimpici. A detta del viceministro della Salute Huang Jiefu, invece di utilizzare la stessa procedura anche per l'Expo 2010 di Shanghai , ci si impegnerà per abrogare in modo permanente questa restrizione.

La Cina è uno dei 70 paesi al mondo che vieta l'ingresso ai malati di HIV e AIDS. Questa politica è stata adottata più di vent'anni fa, dopo che, nel 1985, venne scoperto il primo caso di malattia sul territorio cinese. Alla fine degli anni '80 si sapeva poco dell'AIDS e le autorità cinesi pensarono che chiudendo il virus fuori dalla porta il problema sarebbe stato risolto.

Dal momento, però, che il virus non può essere trasmesso dal semplice contatto tra le persone, questa politica risulta soltanto inutile e razzista. Oggi, i cinesi affetti dal virus sono 740 mila: la discriminazione non l'ha fermato.

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07 Dic 2011
alle 12:02

Alice

Ciao Fabio!

Circa questo argomento scottante ho un dubbio: Ho ottenuto la lettera di invito da parte di un'università Cinese che devo presentare in ambasciata per richiedre il visto F, dato che la mia permanenza lì sarà per meno di 6 mesi.

In questo caso, dovrò sottopormi a visita medica e analisi del sangue? Qual è la procedura che si applica agli stranieri che soffrano di patologie?

Complimenti per il blog, spero di poter presto contribuire raccontando qualche assurda verità sui nostri cugini d'oriente ;)

A.

 

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