L'oriente che non c'era
"Il governo italiano sta preparando un programma ricco di eventi per l'esposizione universale del 2010 ; un enorme padiglione e una mostra permanente presenteranno e promuoveranno i prodotti tradizionali Made in Italy". È quanto ha dichiarato il Commissario Generale del Governo per l'Esposizione Universale di Shanghai 2010 Beniamino Quintieri in un intervista all'agenzia di stampa cinese Xinhua .
Quintieri continua dicendo che l'intento sarà quello di mostrare, soprattutto ai paesi asiatici, lo stile di vita italiano. Per fortuna nostra ci si focalizzerà soprattutto sui prodotti agroalimentari, dato che il modus vivendi italiano degli ultimi tempi è bel lontano dal poter essere ostentato. Vino e formaggio basteranno a salvarci la faccia?
Per rimanere in linea col tema principale dell'Expo, che è Una città migliore, una vita migliore, il Commissario Generale ha aggiunto che il settore italiano si concentrerà anche sull'architettura, il benessere della città e la qualità di vita. Detto ciò, che San Daniele, inteso come prosciutto, ce la mandi buona.
"L'educazione dei consumatori cinesi al cibo italiano è un processo che richiede tempo dichiara Quintieri e le aziende italiane dovranno studiare il mercato e capire cosa può piacere alla Cina". Io, che ho visto cinesi masticare perplessi spaghetti al pomodoro e inghiottire cucchiai di Nutella come fosse olio di ricino, non nutro grandi speranze nell'esportazione dei prodotti agroalimentari in Cina.
L'economia italiana, tuttavia, punta a fare breccia nella nuova borghesia cinese. Il Made in Italy, dalla moda alle auto di lusso, piace alla nuova Cina ricca. Il buon gusto e la qualità, però, non c'entrano: i milionari cinesi amano ostentare il proprio benessere, e con lo slogan "è bello perché costa" si rimpinzano di firme italiane.
Ma i conti parlano chiaro: mercoledì l'Istat ha pubblicato dati poco rassicuranti sull'esportazione italiana, che in ottobre ha subito un calo del 24,6%, influendo sfavorevolmente sul mercato italiano, il quale registra un bilancio negativo di 1 miliardo di dollari.
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