L'oriente che non c'era
Arriva l'autunno e a Pechino, come dicono i cinesi, il cielo è alto e l'aria è fresca 天高气爽.
Merito di un clima continentale, ma anche della forte presa di coscienza da parte delle autorità cinesi di ridurre l'inquinamento. Dopo le Olimpiadi barbariche, sono ormai noti alcuni metodi adottati dai cinesi per ridurre lo smog della capitale, come le cosidette piogge finte: il cielo viene bombardato con ioduro d'argento , che, al contatto con le nubi, genera una reazione chimica che libera l'idrogeno il quale, reagendo con l'ossigeno dell'atmosfera, forma l'acqua e provoca la pioggia.
Niente di particolarmente trascendentale, solo un elemento chimico naturale in grado di generale pioggia, il cui effetto collaterale maggiore può essere la produzione di forti grandinate.
Se poi pensiamo che gli americani adottano lo stesso sistema dal 1947 , non dovremmo allarmarci troppo. Però se è la Cina a bombardare le nuvole, il mondo prima si stupisce e poi s'indigna. Inspiegabilmente.
C'è poi da ricordare che l'industrializzazione in Cina ha avuto una svolta significativa negli ultimi vent'anni. Ciò significa che la Cina inquina da vent'anni e da dieci si preoccupa di ridurre le conseguenze di tale degrado ambientale. In Occidente inquiniamo da un paio di secoli e soltanto da circa quindici anni abbiamo inziato a preoccuparci seriamente delle conseguenze.
Però chi inquina sono i cinesi...
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