L'oriente che non c'era
Dopo il grande successo ottenuto grazie alla direzione artistica dell'inaugurazione dei Giochi Olimpici dell'anno scorso, Zhang Yimou torna a servire il popolo offrendo il suo talento dirigendo le celebrazioni per il 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.
Il regista cinese più conosciuto in Occidente, premiato dalle giurie cinematografiche più importanti (Orso d'Oro a Berlino, Gran Premio della Giuria a Cannes), è chiamato nuovamente ad impegnarsi per dare lustro alla propria nazione. E dire che ai cinesi Zhang non piace nemmeno tanto! Lo considerano roba per stranieri, un regista che di rosso conosce bene quello dei tappeti, non degli slogan propagandistici. Ma Zhang Yimou è conosciuto a livello internazionale, e questo accresce il prestigio cinese; in più, il successo avuto l'anno scorso assicura un buon risultato anche quest'anno, anche se questa volta c'è di mezzo l'orgoglio nazionale, e l'impegno dovrà essere maggiore.
Zhang, quindi, si sdoppia, e per celebrare l'Anniversario, presenta anche una sua versione della Turandot di Puccini. La prima, prevista per il 6 Ottobre, si terrà nello Stadio Nazionale (Il Nido d'uccello per intenderci). Zhang si era già cimentato con quest'opera nel 1998, e in quell'occasione aveva scelto la Città Proibita come scenario, a mio avviso molto più suggestivo e in tema rispetto ad uno stadio... Ha dichiarato, però, che questa nuova versione avrà uno stile diverso, più moderno, in una fusione (si spera ben riuscita) fra tradizione lirica e tecnologia multimediale.
In questo spettacolo che si prospetta spettacolare, l'Italia avrà un ruolo rilevante, non solo per la paternità dell'opera, ma anche per la presenza nel cast del soprano torinese di fama internazionale Raffaella Angeletti .
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