L'oriente che non c'era
Con uno di quei colpi di fortuna che capitano solo ai giornalisti con un gran fiuto, Enzo Reale di asiaedintorni quest'estate era in Birmania, da dove ha scritto ottimi reportage. Leggeteli. A parte qual che scrive, posso solo immaginare i suoi pensieri e le sue emozioni rispetto a quello che sta succedendo lí ora - so bene come nessuna analisi, per quanto accurata, possa competere con i ricordi, per chi si porta ancora addosso un paese e i suoi abitanti.
Solo, non sono pienamente d'accordo con la sua lettura del ruolo cinese nella gestione della crisi e nella vita politica di Myanmar. E' conclamato che il paese di trova in pieno nella sfera d'influenza cinese. Le ragioni sono ovvie a chiunque guardi una cartina geografica e si interessi di sudest asiatico.
Le ricapitolo:
a) interesse commerciale: Pechino ha un enorme interesse a monopolizzare il mercato di milioni di potenziali consumatori di Laos, Birmania, Tailandia, Vietnam. La Birmania, per la sua posizione geografica, e' un ponte fra la provincia cinese dello Yunnan - e quella popolosissima del Sichuan - e questi mercati in espansione. Da questo punto di vista, la Cina ha interesse a che la Birmania esca dalla spaventosa crisi economica in cui versa.
b) interesse strategico: la Birmania e' cruciale per gli interessi strategici cinesi sull'Oceano Indiano e per il contenimento dell'altra potenza dell'area, l'India. Gia' dagli anni Ottanta la Cina fornisce armamenti, tecnologie e addestramento alle forze armate birmane e disponde di basi nel paese, comprese alcune stazioni sottomarine in grado di controllare il flusso petrolifero verso i porti del sud della Cina. Un asset strategico fondamentale per la potenza navale cinese e' il controllo delle Isole Coco, a una quarantina di chilometri a nord delle indiane Andamane.
c) interesse energetico: la Birmania é ricca, fra l'altro, di legname, gas naturale e petrolio, risorse energetiche di cui la Cina ha un disperato bisogno. Negli ultimi anni, il volume degli scambi commerciali fra i due paesi, l'entitá degli investimenti cinesi e la presenza di imprenditori e lavoratori cinesi sono piú che raddoppiati.
Oltre alla prossimitá geografica, i due paesi sono stati avvicinati, alla fine degli anni Ottanta, dalla reazione internazionale e dall'embargo seguiti alle due orribili repressioni parallele delle proteste democratiche, quella birmana del 1988 e quella cinese a Tiananmen.
Continuo domani...
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